Per migliorare la leggibilità del documento si è deciso di inserire delle note di traduzione nel testo. Le note sono state inserite tra parentesi quadre, e sono composte dal termine (in corsivo) e da una breve spiegazione del termine (che a volte può non essere presente se il contesto dell frase è sufficiente a spiegarne il senso). Esempio:
font [font, o insiemi di caratteri]
La difficoltà maggiore sta non tanto nell'atto del tradurre in sè, quanto piuttosto nel tentativo di rendere la traduzione accessibile al maggior numero di categorie possibili di lettori, categorie che includono:
Ognuna di queste categorie ha un'aspettativa diversa nei confronti di queste specifiche, quindi bisogna tener presente questo aspetto ancor prima di iniziare la traduzione. Bisogna trovare un giusto equilibrio nella traduzione, traducendo in un italiano accessibile, correlato di note alla traduzione per migliorare la leggibilità del testo e la sua fruizione.
Sono passati otto anni dalla pubblicazione delle specifiche. In questo lasso di tempo, il testo è stato letto prevalentemente in inglese, e molti dei suoi termini chiave sono stati assorbiti in tale lingua, entrando poi a far parte del patrimonio del linguaggio tecnico del Web. Per esempio, un termine comunemente usato è box, con le sue associazioni più comuni, come box model. Tuttavia, questo termine ha il suo senso specifico solo per una ristretta cerchia di addetti ai lavori, in quanto l'utente comune, magari digiuno di inglese, quando sente la parola "box" potrebbe associarvi mentalmente un autorimessa o garage, oppure l'officina di assistenza in un gran premio di Formula 1 (fermarsi, rientrare ai box), o al limite, se ha figli, potrebbe pensare a quelle strutture pieghevoli dove si lasciano giocare i bambini ancora troppo piccoli per camminare. Dunque, si è deciso di tradurre questa parola con un corrispettivo italiano: riquadrato.
L'immagine alla vostra sinistra raffigura un riquadrato con all'interno una foto. I bordi del riquadrato sono spessi e di color
seppia, e la foto è una di quelle di altri tempi. Il riquadrato è infatti un termine tratto dal mondo
della tipografia e della stampa, ed indica, originariamente, una cornice quadrata o rettangolare che racchiude una notizia
o un articolo cui si vuole dare particolare rilievo (in questo caso il contenuto del riquadrato è una fotografia). La
scelta del termine è stata fatta pensando appunto a questo campo semantico in comune con il mondo del
Web. Inoltre la forma del riquadrato ben si presta alla raffigurazione del modello
pensato nelle specifiche, il quale, come si noterà leggendo la pagina sul
modello per riquadrati, ha appunto forma rettangolare ed è descritto usando una serie di cornici inserita l'una
dentro l'altra. Dunque una scelta non casuale, ma dettata dal preciso bisogno di trovare un corrispettivo nella lingua
d'arrivo della traduzione, ossia l'italiano. Comunque, come già detto in precedenza, sarà fornito anche il
corrispettivo termine in lingua inglese tra parentesi quadre per non confondere i lettori abituati ad usare la parola
nella lingua originaria.
Questa traduzione è stata realizzata per far avvicinare il maggior numero possibile di persone ad uno dei maggiori standard del Web, ossia i fogli di stile. Questo lavoro è degno del compito prefissatosi? Ai lettori l'ardua sentenza.
In generale la lingua italiana pare a disagio nel campo dell'informatica, vuoi per la difficoltà di trovare termini adatti in una lingua così diversa dall'inglese come l'italiano, vuoi soprattutto per la facile esterofilia con cui si raggiungono picchi parossistici di pura follia verbale. Un esempio? Su un forum un utente mi manda un messaggio privato in cui dice che mi "mailerà" più tardi (ossia mi manderà un'email), un'altro consiglia di "deflaggare" la voce di un menu (ossia di togliere il segno di spunta da una voce), per poi concludere, dulcis in fundo, con l'affermazione recisa sulla necessità di "deflaggare il loopback (che non riesco ancora oggi a capire).
Amenità a parte, bisogna riconoscere che l'inglese presenta alcune peculiarità che lo rendono vincente in un confronto con l'italiano. Infatti:
Quando due lingue entrano in contatto, se la lingua A gode di maggior prestigio presso la comunità dei parlanti della lingua B, è più facile che la prima venga presa come modello e che da essa vengano presi in prestito dei termini.
Ad esempio, il termine comunemente usato per designare in inglese un particolare tipo di programma maligno è la parola worm, ossia "verme". In spagnolo, che evidentemente subisce meno il fascino del prestigio dell'inglese, il termine usato è invece gusano (verme, appunto), attestato anche su numerosi siti e forum di sicurezza. Da noi invece si usa la parola inglese. Si noti che fra le due parole non vi è una grande disparità nel numero di lettere, quindi il sopracitato principio di economicità qui non vale, mentre vale, invece, il prestigio che l'inglese gode presso di noi. In altre parole, dire "verme" sarebbe contrario alla moda, mentre dire "worm" è proprio "cool".
Di qui l'esigenza di riscoprire la dignità, l'autonomia e la bellezza dell'italiano. In un'epoca di velocità forsennata, è bello fermarsi ogni tanto per vedere quale strada si sta percorrendo.
Ringrazio Michele Diodati per lo spazio concesso alla presente traduzione, Bruno Fassino per la stima , l'amicizia e l'immensa preparazione sulla materia, tutti gli utenti dei forum che frequento (voi sapete chi siete!) e i loro moderatori, Ian Jacobs del W3C per i consigli sulla traduzione (many thanks, Ian!) e la mailing list dei traduttori del W3C. E infine, un ringraziamento speciale a Marcello Cerruti e a tutti coloro che ho dimenticato!